Mercoledì, 05 Giugno 2013 16:50 In musicoterapia

“Il processo creativo che interviene nell’attività artistica è curativo e arricchisce la vita”

Non deve sorprendere che questa idea sia costitutiva della musicoterapia, date le molte somiglianze fra processo creativo e processo terapeutico. Entrambi riguardano il trovare alternative nuove a vecchi modi di essere, pensare, sentire e interagire. Il processo creativo e quello terapeutico offrono l’occasione di esplorare e sperimentare nuove idee e modi di essere. Entrambi sono atti di innovazione , improvvisazione, trasformazione. In entrambi i processi interviene un incontro col sé più profondo: in musicoterapia l’incontro è mediato dalla musica e dall’esperienza di produrre arte.

Ritornando alla parola creatività, diversi studi e ricerche, hanno sottolineato il fatto che la creatività e intelligenza sono due funzioni distinte del pensiero: la creatività è espressione del pensiero divergente; l’intelligenza del pensiero convergente. Le caratteristiche del primo sono: mentalità aperta, insofferenza per le regole rigide, curiosità, indipendenza dal campo, flessibilità, complessità, avversione per l’ovvio e le stereotipie, abitudine a trovare problemi più che risolverli; il pensiero convergente, invece, è più regolare, più prevedibile, punta alla risoluzione del problema, è dipendente dal campo, più rigido e rispettoso delle regole, è meno fluido e meno flessibile.

Ormai è accertato che i diversi test di intelligenza, misurano il pensiero convergente (abitudine a trovare una soluzione ad un problema ed a prevederne le conseguenze), piuttosto che quello divergente (abitudine a trovare più soluzioni, a mettere in discussione lo stesso problema, a non accontentarsi dell’ovvio e dello scontato). Il pensiero divergente è quello che produce la creatività, quello convergente, rappresenta l’intelligenza misurata dai test. Pertanto con persone con deficit cognitivi, se stimoliamo la creatività potremo stimolare anche l’intelligenza; quindi sviluppando la creatività del bambino svilupperemo anche la sua l’intelligenza.

Nel corso della mia esperienza, ho realizzato, un programma di intervento che ha come scopo quello di insegnare ad apprendere e a pensare; l’obiettivo principe è quello di cercare di potenziare/sviluppare la struttura cognitiva sia nei soggetti non clinici sia nei soggetti con difficoltà di apprendimento, cercando di trasformare il loro stile cognitivo da passivo e dipendente in quello caratteristico di chi pensa in maniera autonoma. L’intervento ha come obiettivo quello di utilizzare il parametro “musicale” cercando di rendere il soggetto capace di apprendere nuove informazioni e di saperle utilizzare, di renderlo più efficiente nell’acquisizione di nuove tecniche e più capace di trovare vie ottimali alle risoluzioni dei problemi; in cui il soggetto viene esortato a diventare una persona, che percepisce attivamente e organizza la sua esperienza.

Il laboratorio, nasce dall’esigenza di sviluppare un apprendimento intrinseco , che miri allo sviluppo dell’auto-realizzazione della creatività della persona.(… perché egli possa aiutarsi da solo…).

Infatti come afferma E. H. Boxill lo scopo dell’educazione musicale è il raggiungimento di un’abilità musicale; mentre quello della musicoterapia, è il conseguimento di abilità di vita attraverso la modalità della musica. Nell’ambito dell’apprendimento intrinseco, si vuole dare importanza a l’essere o meglio al divenire creativi, chiamando in causa una serie di fenomeni rilevanti,come: saper progettare, pianificare , costruire, innovare, “saper fare” e “saper essere”….. che le metodologie e attività proposte, cercano di favorire.

Nel programma realizzato, vengono presentati una serie di eserciziproblem-solving, strumenti di apprendimento e giochi musicali i quali sviluppano, i diversi elementi della musica (timbro, altezza,intensità,durata…) e della teoria musicale (note, figure, pause, pentagramma, chiavi….): ogni tema sviluppa dieci stelle (dieci operazioni cognitive) rendendo quindi il soggetto più efficiente nell’acquisizione di nuove tecniche e informazioni, divenendo sempre più capace di trovare vie ottimali nel fronteggiare le diverse situazioni problematiche quotidiane. Le numerose attività musicali realizzate, sono utilizzate con il fine di aiutare la persona ad acquisire e trasferire determinati processi e strategie cognitive in altri ambiti di apprendimento e nelle diverse esperienze di vita, apprendendo quindi uno stile di vita che miri verso l’auto-realizzazione (…affinché egli possa aiutarsi da solo…)

Una scuola che educa a essere se stessi, anzi a “diventare” se stessi : a sviluppare al meglio le proprie risorse e le proprie tipicità affettive, intellettive, fisiche, estetiche, etiche, pratiche; dunque a costruire la propria autonomia. Il paradigma dinamico è un modello “autonomizzante”: aspira a far conquistare e padroneggiare i “mezzi” (10 operazioni cognitive) per orientarsi nel mondo, per agire positivamente, per compiere le proprie scelte, per decidere, per realizzarsi. Punta sulla realizzazione dell’io autentico, sull’intenzione critica con gli altri, sul cambiamento.

A noi tocca fornire all’allievo sia strumenti mentali, sia materiali diversi fra loro (fino al limite del brain-storming) tra i quali esercitare scelte per sviluppare il suo senso critico. Quanto la creatività musicale sia veicolo primario per la conquista dell’autonomia lo suggerisce il concetto di “Metacultura”; un’educazione metaculturale viene cioè a coincidere con la costruzione di uno spirito critico, antidogmatico. Si diventa autonomi, dunque , se si impara a decidere in proprio, a trovare soluzioni personali ai problemi, a offrire spazi espressivi alla propria interiorità.

In una parola a essere creativi !

Pubblicato su State of Mind

 

Martedì, 04 Giugno 2013 09:04 In musicoterapia

La musica è strettamente legata ai sentimenti e all'esperienza dell'uomo come essere sociale. Sensazioni, ricordi ed emozioni suscitati dalla musica sono molteplici e personali.  La musica stimola  le immagini che hanno un particolare background emotivo. Queste immagini ne richiamano altre estranee al discorso musicale e che appartengono al vissuto personale dell'uditore. Il suono contiene naturale artefatto e soggettivo, quindi è il mezzo più malleabile per rapportarsi con il contesto esterno o l'interiorità. La musica ha rilevanza terapeutica perchè investe il vissuto emozionale individuale e culturale. Durante la crescita viene insegnato all'individuo come controllare le emozioni e, nello stesso tempo, sottolineata l'importanza della spontaneità di queste. Inoltre l'uomo impara come e cosa può suscitargli emozione. Ciò che si tralascia è che le emozioni non hanno solo dimensione culturale e cognitiva ma che appartengono anche al dominio  biologico. L' emozione incarna il bisogno dell'uomo di mettere ordine e disordine, di armonizzare o contrastare la disarmonia, di sperimentare o controllare i turbamenti ch e affollano il suo mondo. 

La musicoterapia stimola la consapevolezza del soggetto che diventa in grado di esprimere e reintegrare i vari aspetti del sè. La consapevolezza consiste nel controllo cosciente delle esperienze interne ed esterne. L' approccio a questo atteggiamento si origina dalla scoperta e dalla curiosità prive di giudizi e di valutazioni. Quando il soggetto lavora e completa i cicli di consapevolezza, azione e contatto riesce a liberare la sua energia positiva che fluisce meglio. La musica è mezzo creativo ed espressivo per esprimere in modo eloquente le forze e gli aspetti creativi del sé che possono essere celati e non coscienti. Infatti in una seduta di musicoterapia la musica suscita ricordi e senzazioni sepolti.  Suono e musica costruiscono la psiche dell' individuo.  La costruzione del mondo psichico è affidata ai sensi e la musica svolge un ruolo fondamentale. In questo senso il linguaggio musicale è sistema regolatore centrale della comunicazione ed innato nella specie umana.  Mente e corpo sono legati e la musica rievoca questa profonda relazione: si pensi per esempio al ritmo che è proprio della musica ma anche del corpo biologico. La musicoterapia è un insieme di esperienze musicali che favorisce i contatti interpersonali, è un percorso esperienziale di conoscenza di sè e del proprio corpo. L'obiettivo della seduta musicoterapica è scoprire attraverso la musica un nuovo modo di dare forma alle proprie emozioni, di sentirsi e il piacere di esserci. Così procedendo, aumenta la fiducia in se stessi e si comunica in modo efficace. Vengono fuori modalità creative di gestione emozionale. Il lavoro musicoterapico sul corpo è anche un lavoro sulle emozioni, sul modo di essere al mondo. Esprimere le emozioni attraverso il mezzo musicale coinvolge l'immaginazione e favorisce l'espressione avulsa da regole precostituite, aiuta la persona a scoprire le proprie potenzialità procedendo con un guadagno in termini di autonomia e sicurezza. Infatti un'espressione inespressa comporta difficoltà psichica che  diventa inesprimibile con il codice verbale. L'espressione artistica porta in una dimensione pre-verbale e dà forma all'indicibile rendendo l'emozione qualcosa di osservabile a livello concreto e scientifico. La comunicazione non verbale si realizza con lo scambio affettivo e nel setting musicoterapico si scaricano e manifestano emozioni al fine di poterle elaborare. Nella relazione musicoterapica, è il dialogo sonoro a permettere alla persona di esprimersi. E' bene sottolineare che nell'arte terapia in genere , la persona non è sola; si genera un rapporto con il terapista, un'alleanza attraverso la quale la creazione viene accolta, osservata e discussa. Il terapista deve saper accogliere e amplificare i messaggi della persona senza estrapolare la coincidenza con i canoni estetici. Ciò che conta è la contemplazione e l'osservazione di ciò che il soggetto sta comunicando. La musicoterapia si svolge all'interno di un luogo protetto e delicato per  indurre il soggetto a comunicare stati che sarebbe impossibile esprimere verbalmente . E' bene sottolineare, che il percorso di musicoterapia va attuato nell'ottica dello scambio continuo di informazioni. L'essere umano è dotato di strumenti di espressione alternativi alla parola e condotti  in un percorso che conduce al ritrovamento della melodia di cui il soggetto è risonanza

Martedì, 04 Giugno 2013 08:58 In musicoterapia

Apprendimento della TEORIA MUSICALE mediante il problem-solving utilizzando le dieci operazioni cognitive.


Temi sviluppati: note musicali, figure, pause, pentagramma, chiavi, misura o battute, segni di prolungamento, tempo, alterazione, intervalli, scale e tonalità.
Ogni tema o capitolo sviluppa le dieci tecniche/operazioni cognitive.

TECNICHE E STRATEGIE UTILIZZATE:
1. 320 schede operative BASE con utilizzo di varianti (ogni scheda sviluppa da 1 a 6 esercizi/problem-solving)
2. CARTA-GUIDA 
3. 80 giochi musicali interattivi BASE con utilizzo di varianti.
 
Obiettivi del laboratorio 2
1. Potenziamento cognitivo ;
2. Sviluppo del pensiero divergente;
3. Apprendere e modificare processi e strategie cognitive;
4.Promuovere nei bambini/ragazzi,il raggiungimento dell' autonomia; attraverso l'utilizzo di tecniche e metodologie compensative e dispensative;
5. Trasferire determinati processi e strategie cognitive in altri ambiti di apprendimento e nelle diverse esperienze di vita.

SOTTO-OBIETTIVI
1. Valutare le proprie capacità a risolvere un compito;
2. Analizzare le difficoltà del compito;
3. Individuare gli indici più pertinenti per l’ analisi;
4. Selezionare le strategie più idonee per risolvere il compito;
5. Monitorare la qualità del processo di risoluzione;
6. Apprendere dai propri errori.

Martedì, 04 Giugno 2013 08:52 In musicoterapia

Esercizi musicali, giochi e strumenti di apprendimento. Percorso didattico-musicale per bambini dai 3 ai 6 anni.
 

3 ANNI: 105 ESERCIZI-GIOCHI MUSICALI
Temi musicali sviluppati : intensità, durata, timbro e altezza.
Obiettivi: prima -dopo , molto-poco , davanti-dietro , grande-piccolo , alto-basso , lungo-corto , prima-dopo ; Colori : Rosso, Blu, Giallo, Verde.

 

4 ANNI: “PROGRESSIONI”
(Strumento di apprendimento)
56 ESERCIZI
Temi musicali sviluppati : figure musicali (semibreve,minima col punto, minima e semiminima).
Obiettivi: mettere in sequenza, classificare, orientamento spaziale, riconoscere una progressione, interno -esterno, corrispondenza, pieno-vuoto.

 

 

5 ANNI: “4 x 4”

(Strumento di apprendimento)
Temi musicali sviluppati : figure musicali (semibreve,minima col punto, minima e semiminima).
Obiettivi: contare, aggiungere-togliere, contare e registrare quantità , comprendere il rapporto tra numero e quantità , confrontare.

 

5-6 ANNI: “RELAZIONI”
70 ESERCIZI MUSICALI
SCHEDE A, 1-30;
SCHEDE B,31-70 (risposte multiple);
Temi musicali sviluppati : altezze, figure, strumenti, voci,oggetti ecc.
Obiettivi: sviluppo e apprendimento delle diverse relazioni tra diversi elementi musicali.

Martedì, 04 Giugno 2013 08:45 In musicoterapia

ISTRUZIONI
• Partire da una semplice idea/stimolo/obiettivo; perché l'artista possa esplorare una serie di possibili
  modi per comporre; dipingere un quadro, realizzare un romanzo, una poesia....
• Partire da un idea/esercizio "base"; dal quale creare ulteriori esercizi...."Impara Facendo".....
• Creare relazioni fra le diverse idee/esercizi.
• Cercare di far emergere un impegno critico, sforzo creativo, ricerca e sperimentazione
• Non contrapporre un pensiero "unico"; un altro pensiero unico; bensì di allargare il nostro sguardo
  aprendo il nostro punto di vista
• Ascoltare e comprendere,le posizioni altrui. (Dimensione Cooperativa)
• Passare da una visione bipolare a una panoramica più ampia
• Non strutturare le unità didattiche in maniera automatica o da "copione"; ma cercare di far emergere
  contemporaneamente, fattori cognitivi, creativi, affettivi ed emozionali
• L'apprendimento deve risultare, multifunzionale e pluridimensionale, consentendo di andare oltre il
  singolo ambito disciplinare.
• Costruire una base per successivi apprendimenti ( Imparare ad imparare; Apprendere per la vita....)

Martedì, 04 Giugno 2013 08:41 In musicoterapia

I laboratori realizzati, sviluppano i diversi stili cognitivi:

LABORATORIO 1 Intelligenza Pratica
LABORATORIO 2
Intelligenza Pratica-Creativa
LABORATORIO 3Intelligenza Emotiva

OBIETTIVI GENERALI
Sviluppo e apprendimento delle dieci tecniche (dieci operazioni cognitive), nell’apprendimento  
   musicale.  (Laboratorio 2)
Integrazione, applicazione delle dieci operazioni cognitive in modo flessibile. (Laboratorio 2,
   Laboratorio 3)
Trasferire le dieci operazioni cognitive in altri ambiti di apprendimento e nelle diverse
   esperienze di vita
. (Laboratorio 2, Laboratorio 3)

Martedì, 04 Giugno 2013 08:33 In musicoterapia

Pagina in allestimento

Martedì, 04 Giugno 2013 08:27 In musicoterapia

Il gioco è un’ attività caratteristica dei bambini della quale resta testimonianza fin dai tempi più antichi e nelle più diverse culture. Il bambino apprende giocando e il gioco diviene raffinata strategia di esplorazione e conoscenza del reale; il gioco è un modo di affrontare vita e apprendimento.
Attraverso il gioco il bambino sperimenta numerose abilità, mette alla prova le proprie potenzialità, saggia la socialità , sviluppa strategie di approccio e conoscenza del mondo che lo circonda :opera concretamente percorsi meta-cognitivi.
Il gioco simbolico , ma anche le altre attività ludiche quali i giochi di movimento, i giochi con le costruzioni, i giochi di gruppo, hanno molto spesso effetti positivi sullo sviluppo delle abilità metacognitive e della personalità in generale. (Piaget)........

La musica in pedagogia è una nozione cardine perchè è mezzo e anche fine.  Il gioco è si strategia accattivante per interessare i bambini, ma  è esso stesso la musica.  Il mezzo ( interessare i bambini attraverso il gioco) non è distinto dal fine (interessare i bambini al gioco musicale).  Il giovane adulto, inventa assieme al bambino musiche adatte ad accompagnare le attività. Dal lavoro comune, si realizza con i bambini la partitura e la sceneggiatura del gioco musicale. Dalla  continua interazione con e fra i bambini nasce il gioco musicale : le sue attività integrano aspetti molto importanti dell'educazione del bambino, infatti: 

  • La programmazione globale di musica e movimenti è realizzata sempre con i bambini. Questo sviluppa la programmazione del comportamento
  • Nel lavoro i bambini badano a ciò che gli altri fanno e cooperano. In questo modo sviluppano il comportamento sociale  e si immedesimano nei simili (empatia).
  • Imparano a memoria  musica e movimenti.  Ciò corrobora il training della memoria  a favore anche del linguaggio.
  • Si sviluppa la concentrazione perchè il bambino deve prestare necessariamente attenzione per svolegere al meglio il lavoro. Si attiva dunque la regolazione esterna (vista) e quella interna (udito) della concentrazione.
  •  La musica accompagnata dai movimenti sviluppa il senso del ritmo
  • La musica aiuta a riempire globalmente lo spazio e aiuta a superare l'atteggiamento unilaterale del corpo concentrato sulla vista.
  • Con la musica i bambini programmano  le loro azioni nello spazio.
  •  I movimenti ritmici del corpo sono connessi con il parlare e perciò aiutano il controllo ritmico del respiro.
  • Vengono stimolate contemporaneamente  capacità espressiva  e vita affettiva cosicché il bambino impara a usare corpo e linguaggio per esprimere i suoi sentimenti.
Martedì, 04 Giugno 2013 08:22 In musicoterapia

Volendo sfruttare le strategie metacognitive nei metodi di lavoro, l’insegnante farà leva sui seguenti elementi:

  • orientamento: distinguere tra ciò che si conosce e ciò che si deve ancora conoscere;
  • ordine, sistematicità, accuratezza: gestire consapevolmente le proprie strategie cognitive è più semplice se l’apprendimento segue un programma strutturato;
  • valutazione: evidenziare la capacità di giudicare la difficoltà di un compito e la qualità della propria prestazione;
  • elaborazione: trasformare le informazioni implicite in cognizioni esplicite.

Esplorare il proprio stile cognitivo”, cioè la modalità di elaborazione che il discente mette in atto nel processo di apprendimento, aiuta il soggetto a gestire consapevolmente le proprie risorse e attitudini cognitive. Esistono diversi stili che descrivono il modo in cui le persone assorbono le informazioni, degli esempi possono essere:

  • stile globale: chi adotta questo stile preferisce avere prima una visione di insieme del materiale da imparare per poi muoversi verso il particolare;
  • stile analitico: chi adotta tale stile analitico preferisce partire dai dettagli per ricostruire a poco a poco il quadro generale.
  • stile dipendente dal campo: chi adotta uno stile dipendente dal campo tende ad esaltare i collegamenti tra il contesto in cui l’argomento è inserito e l’argomento stesso;
  • stile indipendente dal campo: chi adotta uno stile indipendente dal campo tende ad isolare i singoli argomenti dal resto;
  • stile verbale: chi adotta uno stile verbale predilige l’uso del codice linguistico, ossia testi, registrazioni sonore ed impara per lettura e ripetizione;
  • stile visuale: chi adotta uno stile visuale predilige l’uso di codice visuo – spaziale, ossia immagini, statiche e in movimento, schemi riassuntivi, diagrammi, tabelle (gli schemi, i grafici o le tabelle riassuntive mi aiutano a capire meglio quanto spiegato nel testo);
  • stile divergente: chi adotta uno stile divergente parte dall’informazione a disposizione per procedere in modo creativo generando una varietà di risposte o soluzioni originali e flessibili;
  • stile risolutore: chi adotta uno stile risolutore tende a privilegiare l’azione e la concretezza nell’affrontare un problema cercando di ottenere soluzioni soddisfacenti con il minimo dispendio di tempo e risorse, cercando nell’ informazione a disposizione ciò che serve a risolvere la necessità;
  • stile assimilatore: chi adotta uno stile assimilatore privilegia la ricerca di soluzioni esaustive e articolate, non necessariamente di utilità pratica e non limitate alla necessità contingente ;
  • stile sistematico:chi adotta uno stile sistematico cerca soluzioni prendendo in considerazione una variabile per volta e cercandone tutte le possibili connessioni col sistema di conoscenze già in proprio possesso;
  • stile intuitivo: chi adotta uno stile intuitivo procede per singole ipotesi che cerca di confermare o confutare
  • stile riflessivo: chi adotta uno stile riflessivo risponde in modo più lento e accurato .

    Il programma prevede:

    1. percorsi di metacognizione, individuali o di gruppo, per bambini dai 3-4 anni in poi
    2. percorsi metacognitivi, individuali o di gruppo, per adolescenti o per adulti
    3. corsi di formazione

     

    Il presente programma si propone di promuovere attività meta cognitive e che costituiscono una introduzione alle modalità e ai contenuti meta cognitivi. Il programma ricopre quindi non solo settori maggiormente legati alla pratica scolastica e di apprendimento tradizionali alla meta cognizione, ma anche ai settori che costituiscono lo sfondo metacognitvo, che per esempio riguardano l’ambito della “teoria della mente” o la motivazione, sono quindi integrati in un programma meta cognitivo per la scuola. Tra le attività del programma si incontreranno spesso situazioni di vita quotidiana e di apprendimenti mirati all’autonomia del bambino o del ragazzo nella vita di tutti i giorni. Il programma della meta cognizione è stato infatti messo a punto con l’idea di fornire materiali per avviare bambini alla prime esperienze di apprendimento o ragazzi con difficoltà nella riflessione meta cognitiva, con la possibilità di scegliere situazioni tradizionali di apprendimento o situazioni meno scolastiche e più quotidiane. 

 

 

 

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